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Dottoressa Giuditta Mannelli Otorinolaringoiatra Specialista Linfoadenopatie e Cisti Collo

Scritto e validato dalla Dott.ssa Giuditta Mannelli, Otorinolaringoiatra specialista in chirurgia oncologica del distretto testa e collo presso l’Ospedale Universitario Careggi di Firenze. Si occupa quotidianamente di tumefazioni del collo e coordina presso l’Università degli Studi di Firenze un Master di II livello in Patologia e Oncologia Orale.

Ogni anno la Dott.ssa Mannelli visita e inquadra centinaia di pazienti con tumefazioni laterocervicali o mediane del collo, all’interno di un centro di terzo livello che rappresenta un punto di riferimento regionale e sovraregionale per le patologie oncologiche testa e collo. Per approfondire il percorso professionale puoi consultare il profilo della Dott.ssa Mannelli e le sue pubblicazioni scientifiche.

Linfoadenopatie e cisti del collo: cause, sintomi e quando preoccuparsi

Una pallina o un gonfiore al collo nella maggior parte dei casi è una condizione benigna, legata a un’infezione o a un’infiammazione recente, e tende a ridursi da sola entro due o tre settimane. Va invece valutata da uno specialista otorinolaringoiatra quando persiste oltre tre settimane, cresce di volume, è dura, poco mobile o non dolente, soprattutto in un adulto. La distinzione tra una tumefazione innocua e una che merita approfondimento si basa su visita, ecografia del collo e, quando serve, agoaspirato ecoguidato, esami che permettono di arrivare a una diagnosi precisa in pochi giorni.

Contenuti redatti e revisionati dal punto di vista clinico dalla Dott.ssa Giuditta Mannelli, Otorinolaringoiatra. Ultima revisione: giugno 2026.

Linfonodi Ingrossati e Cisti Collo

Linfonodi, ghiandole e cisti del collo: di cosa stiamo parlando

Nel linguaggio comune si parla spesso di ghiandole del collo gonfie, ma è utile distinguere tre situazioni diverse, perché hanno cause e significati differenti.

I linfonodi sono piccole strutture a forma di fagiolo, distribuite lungo tutto il collo, che funzionano come filtri biologici del sistema immunitario: intercettano e combattono virus, batteri e altre sostanze estranee. Quando lavorano contro un’infezione aumentano di volume e diventano palpabili. È questo il fenomeno che chiamiamo linfoadenopatia, cioè l’ingrossamento di uno o più linfonodi. La linfoadenopatia non è una diagnosi, ma un segno clinico: dietro lo stesso linfonodo ingrossato possono esserci cause molto diverse tra loro.

Le ghiandole vere e proprie presenti nel collo sono soprattutto le ghiandole salivari (parotide e sottomandibolare) e la tiroide. Anche queste possono aumentare di volume e dare una tumefazione, ma per ragioni differenti rispetto ai linfonodi.

Le cisti del collo sono invece formazioni a contenuto liquido, che possono essere congenite (presenti dalla nascita ma che si manifestano anche da adulti, come le cisti branchiali o le cisti del dotto tireoglosso) oppure svilupparsi nel tempo. Una cisti può sembrare del tutto innocua: per questo va sempre inquadrata con attenzione, perché in alcuni casi una tumefazione di aspetto cistico può nascondere una causa che merita approfondimento.

Il punto della Dott.ssa Mannelli. Qualsiasi tumefazione del collo che persista per alcune settimane, aumenti progressivamente di volume o non abbia una causa chiaramente identificabile dovrebbe essere valutata da uno specialista in chirurgia testa e collo. L’obiettivo non è soltanto distinguere una forma benigna da una maligna, ma capire con precisione quale sia la condizione che ha determinato la tumefazione.

Pallina, bozzo o nodulo al collo: cosa cambia a seconda della sede

La posizione esatta della tumefazione è una delle prime informazioni che orientano la valutazione. Ecco le sedi più frequenti per cui i pazienti chiedono un controllo.

Mappa schematica delle sei stazioni linfonodali del collo, dai livelli I a VI, con i territori drenati da ciascun livello

Pallina sul collo a destra o a sinistra

Una pallina sul collo sul lato destro o sul lato sinistro corrisponde molto spesso a un linfonodo laterocervicale. Quando compare durante o subito dopo un mal di gola, un raffreddore o un problema dentario, è in genere un linfonodo reattivo che accompagna l’infezione. Il lato in sé non indica una causa precisa: contano molto di più la durata, la consistenza e l’eventuale crescita nel tempo.

Pallina dietro al collo o sulla nuca

Le palline dietro al collo e nella zona della nuca sono spesso linfonodi occipitali, oppure cisti sebacee (formazioni benigne del follicolo della pelle) o lipomi (accumuli di tessuto adiposo morbidi e mobili). In oltre nove casi su dieci, in questa sede, si tratta di formazioni benigne. Resta valida la regola generale: se la tumefazione persiste oltre tre settimane, cresce o cambia consistenza, va vista da uno specialista.

Gonfiore sotto la mandibola o vicino alla clavicola

Un gonfiore tra collo e clavicola o appena sopra la clavicola merita sempre attenzione e una valutazione specialistica, perché in questa sede i linfonodi raccolgono la linfa di territori più ampi. Anche una tumefazione persistente sotto la mandibola va inquadrata: può dipendere dalla ghiandola sottomandibolare, da un linfonodo o da altre strutture, e solo la visita unita all’ecografia consente di distinguerle.

Pallina o ghiandola in mezzo al collo

Una tumefazione situata al centro del collo, sulla linea mediana, ha un significato diverso rispetto a una laterale: può essere legata alla tiroide oppure a cisti congenite come la cisti del dotto tireoglosso. Per questo, durante la visita, la prima distinzione che lo specialista compie è quella tra lesione mediana e lesione laterale del collo.

Ghiandole gonfie nel collo nei bambini

Nei bambini e nei giovani adulti la grande maggioranza delle linfoadenopatie ha origine infiammatoria o infettiva: i linfonodi rispondono alle frequenti infezioni delle vie respiratorie e del cavo orale, e si riducono spontaneamente con la guarigione. Restano comunque consigliabili un controllo e, se necessario, un’ecografia quando il linfonodo è molto voluminoso, persiste a lungo o si associa a sintomi generali.

Le cause più frequenti dei linfonodi ingrossati al collo

l significato di un linfonodo ingrossato cambia molto in base all’età del paziente, alla sede e al contesto clinico. Può andare da una semplice infezione passeggera fino, più raramente, alla prima manifestazione di una patologia più importante. Per questo va sempre inquadrato, senza allarmismi ma senza sottovalutarlo.

Cause infiammatorie e infettive

Sono le più comuni in assoluto. Comprendono infezioni del cavo orale e problemi dentari, tonsilliti, faringiti, infezioni delle ghiandole salivari e infezioni virali come la mononucleosi. In tutti questi casi il linfonodo rappresenta la normale risposta del sistema immunitario a uno stimolo locale e tende a regredire con la causa che lo ha provocato.

Quando però il linfonodo si ingrossa insieme a una lesione della bocca che non guarisce entro due o tre settimane, i due segni vanno valutati insieme: ne parliamo nell’articolo su afta e linfonodi ingrossati.

Cisti e malformazioni congenite

Cisti branchiali, cisti del dotto tireoglosso e altre malformazioni presenti dalla nascita possono manifestarsi anche in età adulta come tumefazioni del collo.

Cause oncologiche

In una parte dei casi, soprattutto nell’adulto, una tumefazione laterocervicale persistente può essere la prima manifestazione di una patologia oncologica. Un linfonodo può rappresentare una metastasi di un tumore del cavo orale, dell’orofaringe, della laringe, del rinofaringe, della tiroide, delle ghiandole salivari o della pelle del distretto testa e collo. Negli ultimi anni sono in aumento i carcinomi dell’orofaringe legati al Papilloma Virus Umano (HPV), che possono presentarsi proprio come metastasi linfonodali di aspetto cistico, facilmente confondibili con lesioni benigne.

Cause ematologiche

I linfomi e altre malattie del sangue possono manifestarsi con linfonodi ingrossati, persistenti, talvolta in più sedi e associati a sintomi generali come febbre, sudorazioni notturne e perdita di peso.

Il punto della Dott.ssa Mannelli. Nell’adulto una massa laterocervicale che persiste deve essere considerata potenzialmente neoplastica fino a prova contraria. Non significa che lo sia, ma che merita un inquadramento specialistico tempestivo. È proprio la diagnosi precoce a fare la differenza quando la causa è una patologia importante.

Linfonodo benigno o sospetto: come si distinguono

Nessuna singola caratteristica, da sola, permette di fare una diagnosi: l’inquadramento nasce sempre dall’insieme di storia clinica, visita ed ecografia. Esistono però alcuni elementi che orientano il giudizio già durante la prima visita.

CaratteristicaLinfonodo reattivo (in genere benigno)Linfonodo da approfondire
ComparsaRapida, spesso durante un’infezioneProgressiva, senza causa evidente
DoloreSpesso dolenteSpesso non dolente
ConsistenzaElasticaDura o disomogenea
MobilitàMobile rispetto ai tessutiPoco mobile, adeso ai piani profondi
Andamento nel tempoSi riduce con la guarigionePersiste oltre tre settimane o cresce
EtàPiù spesso bambini e giovaniAdulto, in particolare dopo i 40 anni
 

Vanno considerati segnali di attenzione la persistenza oltre tre settimane, l’aumento progressivo delle dimensioni, una consistenza particolarmente dura, la scarsa mobilità, l’assenza di una causa infettiva evidente e la comparsa in un adulto senza sintomi infiammatori. Anche la sede fornisce informazioni preziose, perché alcune localizzazioni orientano verso organi specifici del distretto testa e collo.

Il punto della Dott.ssa Mannelli. Oggi l’esame clinico viene quasi sempre integrato con l’ecografia del collo, che permette di studiare dimensioni, forma, vascolarizzazione e struttura interna del linfonodo e, se serve, di guidare l’agoaspirato. Il vero obiettivo non è solo dire se un linfonodo è benigno o maligno, ma capire quale patologia lo ha provocato, per ridurre i ritardi diagnostici.

I principali tipi di linfoadenopatia e di tumefazione del collo

Linfoadenopatia reattiva

È la forma più comune ed è quasi sempre benigna: i linfonodi si ingrossano come risposta a un’infezione o a un’infiammazione e tornano alle dimensioni normali una volta risolta la causa. 

Linfonodo metastatico

Si presenta tipicamente come una tumefazione persistente, che cresce nel tempo, spesso non dolente, talvolta dura o poco mobile. In alcuni casi assume un aspetto cistico e può simulare una lesione benigna, come avviene nelle metastasi da carcinoma papillare della tiroide o nei tumori del cavo orale e dell’orofaringe legati all’HPV. La sede e le caratteristiche ecografiche aiutano a orientare la ricerca del tumore di origine.

Linfoma

I linfomi possono manifestarsi con uno o più linfonodi ingrossati, persistenti e spesso non dolenti, a volte associati a febbre, sudorazioni notturne e perdita di peso. La diagnosi definitiva richiede in genere l’asportazione chirurgica di un linfonodo da analizzare al microscopio, passaggio che spesso è decisivo per classificare la malattia.

Cisti del collo

Le cisti congenite, come le cisti branchiali (laterali) e le cisti del dotto tireoglosso (mediane), e le cisti acquisite vanno distinte dalle linfoadenopatie. Alcune metastasi linfonodali possono presentarsi con aspetto cistico, motivo per cui anche una cisti dall’apparenza banale merita un corretto inquadramento.

Il percorso diagnostico: dalla visita alla diagnosi in pochi giorni

Quando compare una tumefazione del collo, il primo passo è una valutazione specialistica da parte di un otorinolaringoiatra esperto in chirurgia testa e collo. L’obiettivo è capire rapidamente se si tratta di un linfonodo, di una lesione che origina da altri organi del collo o di una condizione che richiede ulteriori accertamenti.

  1. Visita specialistica. Raccolta della storia clinica, valutazione di durata ed eventuale crescita della tumefazione, ricerca di sintomi associati ed esame completo di cavo orale, gola e vie aeree superiori con fibrolaringoscopia.
  2. Identificazione della sede. La tumefazione viene classificata come mediana o laterocervicale: questa distinzione orienta la diagnosi verso tiroide, cisti congenite, ghiandole salivari o linfonodi.
  3. Ecografia del collo. È l’esame di primo livello e permette di valutare dimensioni e caratteristiche della lesione, l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi e la presenza di patologie di tiroide o ghiandole salivari.
  4. Agoaspirato ecoguidato. Se l’ecografia evidenzia caratteristiche sospette, si esegue un prelievo con ago sottile per analizzare le cellule e orientare la diagnosi.
  5. Esami di approfondimento. Quando indicato: TAC, Risonanza Magnetica, PET-TAC e altri esami specialistici.
  6. Discussione multidisciplinare. I casi più complessi vengono valutati da un team dedicato che può comprendere otorinolaringoiatra, radiologo, anatomopatologo, endocrinologo, ematologo, oncologo e radioterapista.
  7. Diagnosi e trattamento. Una volta identificata la causa, si definisce il percorso più appropriato: dalla semplice osservazione alla terapia medica, fino alla chirurgia quando necessaria.

Quando emerge un sospetto oncologico, la rapidità è fondamentale. Grazie a percorsi dedicati, alla collaborazione multidisciplinare e all’accesso agli esami di secondo livello, nella maggior parte dei casi l’iter diagnostico viene completato entro due o tre settimane dalla prima valutazione specialistica. Nelle patologie del distretto testa e collo una diagnosi precoce non è solo un vantaggio organizzativo: può influenzare in modo significativo le possibilità di cura.

Situazioni che richiedono una valutazione specialistica dedicata

Alcuni quadri, in apparenza banali, meritano un occhio esperto perché possono nascondere una causa importante.

  • Metastasi cistiche da HPV. I tumori dell’orofaringe legati al Papilloma Virus Umano possono esordire con una metastasi linfonodale laterocervicale di aspetto cistico, simile a una cisti benigna.
  • Carcinoma papillare della tiroide. Ha una particolare tendenza a diffondersi ai linfonodi del collo e può talvolta manifestarsi proprio con una metastasi laterocervicale apparentemente isolata.
  • Tumori della pelle del volto e del cuoio capelluto. Carcinomi cutanei del viso, del cuoio capelluto e del padiglione auricolare possono diffondersi ai linfonodi parotidei e cervicali.
  • Tumori delle ghiandole salivari. Le neoplasie di parotide e ghiandola sottomandibolare possono manifestarsi con tumefazioni che richiedono un inquadramento accurato.

Visita per linfonodi e cisti del collo a Firenze

La Dott.ssa Giuditta Mannelli riceve a Firenze, presso l’Ospedale Careggi, e segue pazienti provenienti da Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo e da tutta la Toscana. Opera all’interno di un centro ospedaliero universitario di terzo livello, punto di riferimento regionale e sovraregionale per la diagnosi e il trattamento delle patologie oncologiche del distretto testa e collo.

Questo consente, nella stessa seduta, una valutazione clinica unita all’ecografia cervicale e, quando indicato, all’agoaspirato ecoguidato, per distinguere rapidamente le cause benigne da quelle che richiedono approfondimento. Quando emerge un dubbio diagnostico, la rete multidisciplinare dedicata permette di attivare in tempi brevi tutti gli accertamenti necessari.

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FAQ Linfonodi e Cisti del Collo

Quando un linfonodo del collo deve preoccupare?

Un linfonodo merita una valutazione specialistica quando persiste oltre tre settimane, aumenta di volume, ha una consistenza dura, è poco mobile o non dolente, oppure compare in un adulto senza una causa infettiva evidente. La presenza di sintomi generali come febbre prolungata, sudorazioni notturne o perdita di peso è un ulteriore motivo per rivolgersi a uno specialista.

Un linfonodo mobile, elastico e dolente, comparso durante o dopo un’infezione, è in genere reattivo e benigno. La mobilità è un elemento rassicurante, ma non sufficiente da solo: contano anche la durata e l’andamento nel tempo. Se la tumefazione non si riduce entro qualche settimana, è bene farla valutare.

 

Oltre due o tre settimane. Una tumefazione del collo che persiste più di tre settimane, cresce o compare senza una causa evidente dovrebbe essere valutata da uno specialista in chirurgia testa e collo, perché può essere il primo segnale di una condizione che beneficia di una diagnosi precoce.

Il linfonodo è una struttura del sistema immunitario che si ingrossa in risposta a infezioni o altre condizioni. La cisti è una formazione a contenuto liquido, spesso congenita. La distinzione si compie con la visita e l’ecografia, perché in alcuni casi una tumefazione di aspetto cistico può nascondere una causa che richiede approfondimento.

 

No. Nella grande maggioranza dei casi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, i linfonodi ingrossati dipendono da infezioni o infiammazioni e sono benigni. Solo una parte delle tumefazioni persistenti, in particolare nell’adulto, richiede approfondimenti per escludere cause più importanti. Per questo l’ingrossamento non deve generare allarmismi, ma merita sempre un corretto inquadramento.

Nella zona della nuca le tumefazioni più frequenti sono linfonodi occipitali, cisti sebacee o lipomi, quasi sempre benigni. Vale comunque la regola generale: se la formazione persiste oltre tre settimane, cresce o cambia consistenza, è opportuna una valutazione specialistica..

Visita specialistica ed ecografia del collo sono gli esami di base. Il percorso parte dalla visita con esame del collo e del cavo orale, integrata dall’ecografia del collo come esame di primo livello. Quando l’ecografia evidenzia caratteristiche sospette, si esegue un agoaspirato ecoguidato. In casi selezionati possono servire TAC, Risonanza Magnetica o PET-TAC.

Nei bambini la grande maggioranza delle linfoadenopatie ha origine infiammatoria o infettiva e si risolve spontaneamente con la guarigione. È comunque consigliabile un controllo quando il linfonodo è molto voluminoso, persiste a lungo o si associa a sintomi generali.

Già durante la prima visita, con anamnesi, esame obiettivo, fibrolaringoscopia ed ecografia, è spesso possibile definire il livello di rischio della tumefazione. Quando emergono elementi sospetti, nella maggior parte dei casi il percorso diagnostico si completa entro due o tre settimane dalla prima valutazione.e.

I linfonodi del collo sono distribuiti in sei aree principali, chiamate livelli, dal I al VI. Si trovano sotto il mento e la mandibola, lungo i lati del collo (la catena giugulare), nella regione posteriore e nella parte centrale vicino alla tiroide. Ogni area raccoglie la linfa di territori diversi del distretto testa e collo, e per questo la sede di una tumefazione aiuta a orientare la diagnosi.

Un gonfiore appena sopra la clavicola, alla base del collo, va sempre fatto valutare da uno specialista. In questa sede i linfonodi raccolgono la linfa di territori più ampi, quindi una tumefazione persistente merita un inquadramento con visita ed ecografia, anche quando non provoca dolore.

Copertura Territoriale - Visite per Linfonodi e Cisti in Toscana

Sede Principale - Firenze Careggi

AOU Careggi – Largo Brambilla, 3 – 50134 Firenze Ambulatorio ORL Padiglione 15, Piano 2 Parcheggio interno disponibile per pazienti

Come Raggiungerci da:

  • Arezzo (75 km – 1h): A1 uscita Firenze Sud, seguire per Careggi
  • Pistoia (35 km – 30min): A11 direzione Firenze, uscita Firenze Nord
  • Prato (20 km – 25min): A11 o SS325 diretta
  • Siena (70 km – 1h): Superstrada Firenze-Siena, uscita Firenze Impruneta

Servizio Telemedicina Attivo

Per pazienti da province limitrofe: possibilità prima consulenza online + visita in presenza solo se necessario

Dottoressa Giuditta Mannelli Otorinolaringoiatra a Firenze

Hai notato una pallina o un gonfiore al collo?

Non ignorarlo, ma non allarmarti: nella maggior parte dei casi si tratta di una condizione benigna. Una visita specialistica con ecografia permette di chiarire rapidamente la situazione e, quando serve, di attivare subito gli accertamenti necessari.

Per appuntamento:

Non rimandare se hai un dubbio. Una visita può darti risposte e, se necessario, permetterti di iniziare un percorso di cura con le migliori possibilità di successo.

Fonti e approfondimenti autorevoli

  • Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC), sezione sui tumori della testa e del collo.
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS), informazioni sulle patologie del distretto cervico-facciale.

Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce in alcun modo la visita medica. Per una diagnosi e un percorso di cura personalizzati è necessaria una valutazione specialistica.

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Trattamenti chirurgici eseguiti dalla Dott.ssa Mannelli:

  • Biopsia o agobiopsia (FNAC o FNAB);
  • Linfoadenectomia diagnostica;
  • Linfoadenectomia multipla;
  • Svuotamento latero-cervicale selettivo monolaterale o bilaterale;
  • Svuotamento radicale o radicale modificato del collo monolaterale o bilaterale.