Ipertrofia dei turbinati: cos’è, cause e trattamenti

Cosa sono i Turbinati

I turbinati sono strutture a forma di cono presenti all’interno del naso che aiutano a filtrare, umidificare e riscaldare l’aria che respiriamo. Queste strutture possono diventare ingrossate a causa di infiammazioni croniche, allergie o infezioni, causando una riduzione del flusso d’aria attraverso il naso.

A cosa servono i Turbinati

I turbinati sono importanti per la salute respiratoria poiché aiutano a prevenire l’ingresso di particelle estranee nelle vie respiratorie, come polvere e batteri. Inoltre, umidificano e riscaldano l’aria che respiriamo, prevenendo la secchezza e l’irritazione delle mucose nasali.

Ipertrofia Turbinati: cause

Le cause dell’ipertrofia dei turbinati (o dei turbinati gonfi), possono essere diverse, ma le più comuni sono l’allergia, l’infiammazione cronica, l’obesità e l’età. Anche le malattie del sistema immunitario, come il raffreddore comune o l’influenza, possono contribuire all’ingrossamento dei turbinati.

Un’altra causa per la quale si manifesta questa condizione è quella dovuta alla presenza di una marcata deviazione del setto nasale che determina un’ alterazione dei flussi laminari della respirazione all’interno del naso e comportano una ipertrofia compensatoria delle mucose dei cornetti nasali.

Trattamenti chirurgici per l’Ipertrofia dei Turbinati

Esistono diversi trattamenti chirurgici per l’ipertrofia dei turbinati, tra cui:

  1. Resezione dei turbinati: una procedura chirurgica in cui una parte dei turbinati viene rimossa per alleggerire la pressione e migliorare la respirazione.
  2. Terapia laser: utilizzando un laser, si può ridurre la dimensione dei turbinati.
  3. Radiofrequenza: una procedura non invasiva che utilizza calore controllato per ridurre la dimensione dei turbinati.

Iniezioni di corticosteroidi: l’iniezione di steroidi direttamente nei turbinati può ridurre l’infiammazione e l’ingrossamento.

In genere, il trattamento chirurgico dei turbinati viene eseguito solo in casi gravi e se altre opzioni terapeutiche non hanno sortito effetto. È importante che un medico esperto valuti la situazione di ogni singolo paziente prima di stabilire il trattamento più adeguato.

In conclusione, l’ipertrofia dei turbinati nasali è una condizione medica che può causare difficoltà a respirare e altri problemi. Esistono diverse opzioni terapeutiche, tra cui chirurgia, terapia laser, radiofrequenza e iniezioni di corticosteroidi. Mentre per i casi più severi per risolvere il problema è consigliabile sottoporsi a un’ operazione più complessa che comprende setto nasale e turbinati.

Visita pre operatoria

Prima di una operazione ai turbinati nasali, il paziente viene sottoposto a una visita nasale approfondita da parte della Dott.ssa Mannelli specialista in otorinolaringoiatria presso l’ambulatorio in Via largo Palagi 1 a Firenze. Durante questa visita, la dott.ssa Mannelli valuterà le condizioni dei turbinati ingrossati e raccoglierà informazioni sulle problematiche respiratorie del paziente. In questa fase, saranno anche presi in considerazione fattori come la presenza di eventuali infiammazioni, infezioni, eventuali malattie croniche e la storia medica del paziente.

Operazione Turbinati: in cosa consiste l’intervento

L’intervento ai turbinati viene effettuato per risolvere problemi respiratori come rinorrea (naso che cola), rinite (naso chiuso), ipertrofia (ingrossamento) dei turbinati o per migliorare la respirazione in pazienti affetti da apnea del sonno. Un operazione ai turbinati consiste in diverse fasi:

  1. Anestesia: prima dell’intervento, il paziente viene sottoposto a anestesia locale o generale a seconda delle preferenze e delle necessità del paziente.
  2. Rimozione della porzione ingrossata: in questa fase, viene rimossa la porzione ingrossata del turbinato nasale. Questo può essere effettuato tramite metodi tradizionali o laser.
  3. Riduzione della dimensione: la dimensione dei turbinati può essere ridotta tramite tecniche come la turbinoplastica retroattiva o la radiofrequenza.
  4. Rinforzo della struttura: per garantire che i turbinati mantengano la loro forma e funzione, è possibile che sia necessario rinforzare la struttura con materiali come la cartilagine o la mucosa.

Quando operarsi ai turbinati

Solitamente la terapia è di tipo medico essendo la condizione di rinite allergica e quella vasomotoria non curabili con il trattamento chirurgico. Solamente in condizioni di grave ostruzione nasale anche per i pazienti allergici la riduzione laser dell’ipertrofia dei turbinati inferiori può trovare indicazione ma deve essere tenuto presente che il risultato avrà una durata temporale limitata perché sarà sempre necessario compensare con l’utilizzo di terapie mediche locali.

La terza condizione, ovvero quella delle ipertrofia dei turbinati associata a deviazione nasale è la situazione clinica con maggior indicazione e potenziale miglioramento derivante dal trattamento chirurgico che richiede sempre, per arrivare al miglior risultato possibile post-operatorio, l’associazione di settoplastica + riduzione laser dei turbinati inferiori.

L’intervento di riduzione laser dei turbinati inferiori viene eseguito in anestesia locale, sotto controllo endoscopico nasale, e prevede la riduzione dimensionale della componente mucosa dei cornetti nasali inferiori. Non vengono utilizzati tamponi nasali, ma solitamente vengono posizionate delle piccole garze grasse per facilitare la cicatrizzazione nell’immediato post-operatorio. È un intervento che può essere eseguito in regime ambulatoriale chirurgico senza necessità di ricovero ospedaliero.

Controllo post operatorio

È opportuno nell’immediato post-operatorio seguire le raccomandazioni cliniche e terapeutiche di mantenimento suggerite dal medico otorinolaringoiatra. Dopo l’intervento, il paziente deve seguire un periodo di riposo e di guarigione. Durante questo periodo, sarà necessario evitare attività che possono irritare le mucose come i colpi d’aria.

I controlli clinici a distanza sono necessari per monitorare l’esito del trattamento e valutare il mantenimento del risultato tramite terapia medica locale. Va tenuto a mente che la recidiva della ipertrofia dei turbinati inferiori è alta.

Per le motivazioni sopra-descritte è opportuno valutare l’indicazione al trattamento insieme al medico chirurgo otorinolaringoiatra per bilanciare benefici e possibili complicanze legate all’intervento chirurgico ai turbinati.

Intervento ai Turbinati: Frequenti Domande e Risposte

  1. Cos’è un intervento ai turbinati? L’intervento ai turbinati è una procedura chirurgica che mira a modificare la forma delle ossa del naso, per migliorare l’aspetto estetico e/o correggere problemi funzionali.
  2. Quali sono le ragioni per sottoporsi a un intervento ai turbinati nasali? Le ragioni possono essere estetiche, per migliorare l’aspetto del naso, o funzionali, per risolvere problemi respiratori come raffreddore o riniti croniche.
  3. Quali sono i rischi dell’intervento ai turbinati? Come con qualsiasi procedura chirurgica, ci sono rischi associati, come infezioni, sanguinamento, cicatrici o problemi respiratori. Tuttavia, questi sono generalmente rari e possono essere gestiti da un chirurgo esperto.

Cosa si intende per settoplastica?

La settoplastica è l’intervento chirurgico di correzione della deviazione del setto nasale. È un intervento che ha lo scopo di migliorare la funzionalità respiratoria nasale senza modificarne la forma. Viene eseguito sia in regime ambulatoriale che in regime di ricovero con la degenza di un solo giorno in anestesia generale. Non vengono eseguiti tagli esterni di accesso e non vengono utilizzati tamponi nasali, salvo l’insorgenza di complicanze emorragiche nell’immediato post-operatorio.

Spesso è associata alla riduzione laser dei turbinati inferiori che si presentano gonfi proprio perché il flusso respiratorio nasale risulta alterato dalla presenza della stenosi (restringimento) nasale. A volte è necessario l’utilizzo di innesti autologhi (di materiale proprio del paziente) per sorreggere la struttura della valvola nasale. È opportuno nell’immediato post-operatorio seguire le raccomandazioni cliniche e terapeutiche di mantenimento suggerite dal medico otorinolaringoiatra.

I controlli clinici a distanza sono necessari per monitorare l’esito del trattamento e valutare il mantenimento del risultato tramite terapia medica locale soprattutto nei casi in cui l’intervento è stato eseguito in pazienti presentanti anche componente allergica.

Cosa si intende per Settorinoplastica / Rinoplastica funzionale ricostruttiva?

La settorinoplastica o rinoplastica funzionale ricostruttiva è l’intervento chirurgico di correzione delle deformità del naso che causano un deficit respiratorio associato ad anomalie morfologiche esterne. E’ un intervento che ha lo scopo di migliorare la funzionalità respiratoria nasale e modificarne la forma.

Viene eseguito in regime di ricovero con la degenza di un solo giorno in anestesia generale. Viene eseguito un piccolo taglio esterno di accesso (in corrispondenza della columella), non vengono utilizzati tamponi nasali, salvo l’insorgenza di complicanze emorragiche nell’immediato post-operatorio.

Spesso anche qui è associata la riduzione laser dei turbinati inferiori che si presentano gonfi proprio perché il flusso respiratorio nasale risulta alterato dalla presenza della stenosi (restringimento) nasale. La settorinoplastica con approccio di tipo open (aperto) permette l’utilizzo di innesti autologhi (di materiale proprio del paziente) per permettere di modificare la morfologia e quindi la funzionalità della valvola nasale.

È opportuno nell’immediato post-operatorio seguire le raccomandazioni cliniche e terapeutiche di mantenimento suggerite dal medico otorinolaringoiatra.

In conclusione:

La dott.ssa Mannelli esegue l’intervento di settoplastica e settorinoplastica o rinoplastica funzionale ricostruttiva con approccio di tipo open dopo aver completato una accurata valutazione clinica del naso e dei sintomi lamentati dal paziente. È opportuna inoltre una accurata anamnesi della storia medica del paziente.

Nel specifico spesso ritiene opportuno eseguire una rinomanometria (o studio della funzione respiratoria nasale) per individuare la sede anatomica o la struttura che causa l’alterazione della respirazione nasale ai fini di scegliere e programmare nel modo più opportuno l’intervento chirurgico più adatto alla situazione. È un esame che si esegue in regime ambulatoriale, attraverso l’utilizzo di una macchina ed un programma dedicati, e richiede in tutto circa 30 minuti. È opportuno che questo esame venga eseguito dallo specialista in otorinolaringoiatria ai fini di ottenere la corretta interpretazione dei risultati.

A completamento diagnostico l’esecuzione di una TC diretta del massiccio-facciale è utile ai fini di programmazione chirurgica e per escludere anche la compresenza di una componente rinosinusitica che in tal caso necessiterebbe la combinazione di una chirurgia endoscopica.

Su richiesta del paziente la dott.ssa Mannelli fornirà la simulazione dell’intervento solamente ai fini di migliorare la comunicazione con il paziente e spiegare l’intervento. La simulazione del caso non rappresenta mai il risultato finale dell’atto chirurgico.

Cosa si intende per FESS o chirurgia endoscopica funzionale del naso e dei seni paranasali?

La chirurgia endoscopica funzionale del naso e dei seni paranasali viene eseguita in anestesia generale e solitamente in caso di compresenza di componente sinusitica, ovvero di accumulo di secrezioni mucose e segni di alterazione della ventilazione dei seni paranasali. Questo tipo di chirurgia può essere eseguita in associazione agli interventi chirurgici sopra-menzionati oppure isolata quando alla TC pre-operatoria vengono riscontrate alterazioni anatomiche interne del naso che causano una ostruzione alla ventilazione nasale.

In caso di sinusiti croniche spesso vi è la presenza di polipi nasali (monolaterali o bilaterali) che necessitano oltre alla rimozione chirurgica un accertamento istologico definitivo a completamento diagnostico del quadro clinico al fine di garantire un completo percorso diagnostico-terapeutico al paziente.

Spesso in questi casi è necessario l’utilizzo di tamponi nasali per minimizzare l’incidenza di emorragie nell’immediato post-operatorio. La loro rimozione viene eseguita in regime ambulatoriale a distanza di 72 ore dall’intervento chirurgico.

A volte a condizioni croniche di rino-sinusite è associata una alterazione dell’olfatto e la dott.ssa Mannelli pone in questi caso esegue l’esame olfattometrico pre e post-operatorio ai fini di individuare l’indicazione a terapia medica complementare.

Naso e seni-paranasali

Trattamenti chirurgici eseguiti dalla Dott.ssa Mannelli: